Città del Vaticano: le meraviglie dello Stato Pontificio.
Città del Vaticano dista a pochi chilometri dagli appartamenti di Palazzo Olivia, si raggiunge a piedi percorrendo un itinerario che vi porterà ad ammirare altri luoghi di Roma o attraverso i mezzi pubblici messi a disposizione dalla città. Città del Vaticano è compresa fra il Monte Mario a nord ed il Gianicolo a sud. Anticamente l'area su cui si estende il piccolo Stato Vaticano era denominata Ager Vaticanus e vi sorgevano un circo ed i giardini di Nerone.
La città, che conserva importantissime testimonianze artistiche ed architettoniche, è uno stato indipendente dal 1929, anno in cui furono stipulati i Trattati Lateranensi tra la Santa Sede e lo Stato italiano. La città, che conta poche centinaia di anime, è compresa fra Via di Porta Angelica, Piazza del Risorgimento, Via Leone IV, il Viale Vaticano, Via della Sagrestia e la Piazza San Pietro. Il pontefice, oltre naturalmente ad essere capo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, ha pieni poteri legislativi, esecutivi e giudiziari. La Città del Vaticano è totalmente autonoma dallo Stato italiano, anche se mantiene con esso rapporti di strettissima amicizia. Ha una propria stamperia filatelica, ha una propria rete ferroviaria collegata con quella italiana ed un noto organo di stampa L'Osservatore Romano, che viene diffuso in tutta la nazione italiana.
La città ha, inoltre, agenti di vigilanza propri (un tempo chiamati carabinieri pontifici) ed un proprio servizio di polizia nella figura delle celebri "Guardie Svizzere" che dagli inizi del '500 proteggono la persona del Papa e che ancora indossano antichissime divise realizzate probabilmente su disegno di Michelangelo.
Piazza San Pietro
Luogo sacro di grande suggestione e di profonda connotazione religiosa e simbolica, Piazza San Pietro è forse la piazza più famosa del mondo. Sin dal Medioevo essa accolse e raccolse folle innumerevoli di pellegrini in visita alla Basilica di San Pietro, centro della Cristianità, assolvendo la funzione di spazio vitale della vita religiosa della città. La piazza sorse su parte dell'antico Circo Vaticano o di Nerone, in realtà costruito da Caligola, a testimonianza del quale resta il cosiddetto Obelisco Vaticano, qui trasportato nel 37 d.C. da Alessandria d'Egitto, dove ornava il Foro di Cesare. Esso, detto nel Medioevo aguglia, rimase per lungo tempo a lato della basilica, sicché, nel 1586, Sisto V dette incarico a Domenico Fontana di spostarlo nel sito attuale, alla destra del quale Carlo Maderno, realizzò nel 1613, per volere di Paolo V, una fontana, cui, dopo oltre mezzo secolo, se ne aggiunse un'altra ad essa simmetrica, costruita da Carlo Fontana.
Sempre sotto Sisto V, l'originale globo bronzeo che ornava l'obelisco (oggi ai Musei Capitolini) e che era ritenuto conservare le ceneri di Cesare, fu sostituito dal suo emblema familiare, i monti e la stella, sormontato da un crocifisso, in cui si trova custodito un frammento della Santa Croce di Cristo. A metà del XVII secolo, la monumentale opera di abbellimento della Basilica di San Pietro trovò una sua ideale prosecuzione nella fastosa sistemazione della piazza ad essa antistante, che Gian Lorenzo Bernini realizzò tra il 1656 e il 1667. La trionfante spettacolarità che il genio dell'architetto e scultore barocco profuse nell'esecuzione di questo immenso capolavoro non fu tuttavia dettata da un semplice gusto estetico, bensì fu caricata di profondi significati simbolici, tanto che la piazza stessa può essere interpretata come una monumentale allegoria. Il grande porticato costituisce un simbolico "abbraccio" da parte della Chiesa teso ad accogliere e a proteggere tutti i fedeli del mondo sia in questa che nella vita ultraterrena. Lo stesso spazio ellittico (largo ben 240 metri) teatralmente definito dai due emicicli possiede una molteplice valenza simbolica.
Basilica di San Pietro
II luogo della Basilica di San Pietro fu occupato in età classica dal Circo di Nerone, fra il Tevere, il Gianicolo e il Monte Vaticano, ed ivi fu martirizzato appunto Pietro, il principe degli Apostoli, che nello stesso luogo trovò sepoltura. Già Papa Anacleto vi aveva fatto erigere una basilichetta ad corpus, o un semplice sacello; ma nel 324 l'imperatore Costantino sostituì il presumibilmente modesto sacrario con una basilica di tipo costantiniano, appunto, non certamente diversa dalle altre chiese edificate a Roma in quel periodo.Compiuto nel 349 da Costante, figlio di Costantino, il primitivo San Pietro fu arricchito nei secoli da donazioni e interventi dei pontefici e di munifici principi. Nella basilica costantiniana Carlo Magno ricevette nell'800 la corona dalle mani di Leone III, e dopo di lui vi vennero incoronati imperatori Lotario, Ludovico II e Federico III.
Tuttavia, a mille anni dalla fondazione, San Pietro andava in rovina e fu Niccolò V, su suggerimento di Leon Battista Alberti e progetto di Bernardo Rossellino, ad iniziare il rinnovamento e l'ampliamento della basilica. Allora, demolite alcune parti dell'edificio, si cominciarono i lavori relativi alla nuova tribuna, presto peraltro interrotti per la sopravvenuta morte di Niccolò V. Solo nel 1506, con il pontefice Giulio II della Rovere, i lavori ripresero; si iniziò la demolizione di gran parte dell'antica chiesa, ad opera di Bramante (che si meritò in quella occasione il titolo di "maestro ruinante").
Dopo la morte di Carlo Maderno, nel 1629, un intervento decisivo sulla basilica fu quello del successivo direttore dei lavori, Gianlorenzo Bernini, il quale impresse all'edificio il carattere barocco che prevalentemente lo caratterizza; si pensi agli interventi decorativi sulla navata centrale e su quelle laterali, alla erezione del notissimo baldacchino in bronzo (iniziato nel 1624 ed inaugurato il giorno di San Pietro del 1633)
, alla decorazione dei pilastri della cupola con la sistemazione delle quattro grandi statue, alla collocazione sul fondo dell'abside della Cattedra di San Pietro, una delle più fastose invenzioni del Bernini, vera macchina delle meraviglie, racchiudente al suo interno l'antica Cattedra lignea che una pia tradizione voleva usata dall'apostolo Pietro. Sempre al pontificato di Alessandro VII (che finanziò i lavori per la cattedra) risale la sistemazione, ad opera del medesimo Bernini, della Piazza di San Pietro, mentre sotto Clemente X l'architetto ideò e condusse a termine il tempietto rotondo che costituisce il tabernacolo della Cappella del Sacramento.
Costellano il perimetro della basilica numerosissime cappelle, tutte splendide, a cominciare dalla Cappella della Pietà, la Cappella di San Sebastiano (che ospita tra l'altro il Monumento a Papa Pio XII di Francesco Messina) e la più nota Cappella del Santissimo Sacramento, la Cappella Gregoriana (ad opera di Giacomo Della Porta), la Cappella della Colomba, la Cappella Clementina che prende il nome dal pontefice Clemente VIII, la sontuosa Cappella del Coro ed infine la Cappella della Presentazione, con il recente Monumento a Papa Giovanni XXIII, opera di Emilio Greco.
[Testo tratto da: Roma e il Vaticano - Guida completa alla Città Eterna (Bonechi).]
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